Bart: inseparabile amico - Associazione Buoncanile Onlus - Rifugio - Servizio di pensione per cani a Genova

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Ho conosciuto Bart alla fine del 2006, nel vecchio canile municipale di Via Adamoli, quando un paio di mesi prima mi aveva lasciato, troppo presto, il mio amato Argo, quando il bisogno di richiamare l'emozione che solo un quattro zampe può darti aveva preso il posto del "...di cani non ne voglio più sapere...si sta troppo male dopo..." portato dal dolore di una perdita...mi ero iscritto come volontario al canile.

Beh, a dir la verità Bart non mi era così simpatico all'inizio! Mai avuta una particolare predilezione per i molossoidi, da certi punti di vista mi sono apparsi sempre un pò troppo simili agli esseri umani! E poi lui era incontenibile! Era l'eccitazione fatta cane!
Quando passavo davanti la sua gabbia lui abbaiva a squarciagola, si scaraventava contro le sbarre e io non capivo se la sua intenzione fosse quella di farmi le feste...o la "festa"!
Poi....in effetti...quei suoi strani occhi gialli, quando mi fissavano, mi mettevano addosso un certo brivido...non proprio di gioia!

E' stato per caso che una sera lo portai fuori. Era sempre uno degli ultimi ad uscire...quando e se usciva...così un sabato sera decisi di entrare nella sua gabbia.
Ricordo ancora che il risultato della nostra prima volta fu: una giacca a vento da buttare via e un bel graffio sul braccio!
Da volontario assolutamente inesperto continuavo ad accarezzarlo pensando di calmarlo mente lui sfogava la sua tensione ed eccitazione aggrappandosi alla manica della mia giacca....e tirandomi delle testate! Famoso come "cane molla", Bart spiccava dei salti a quattro zampe scagliandosi contro il corpo del malcapitato volontario, e spesso, cercando di prenderlo per il collare ci si ritrovava con delle belle zuccate sul mento che insomma....non è che ti invogliassero proprio a portarlo fuori!

Così è nato il nostro rapporto, in maniera un pò turbolenta e contrastata...insomma mai mi sarei aspettato che nel tempo Bart sarebbe diventato una presenza così importante nella mia vita.

Le prime uscite furono di reciproca conoscenza, per un certo tempo sospettosa...accompagante anche da una non completa tranquillità da entrambe le parti. Io non avevo mai condotto un cane del genere, della sua mole e con una personalità così...direi contorta! Lui probabilmente non a suo agio con me, probabilmente sentiva la mia tensione e di conseguenza era sempre sul filo, pronto a controllare ogni mio passo.

Ma il tempo sarebbe stato dalla nostra parte, da quel momento in poi è stata un'incredibile ascesa di emozioni, intesa, feeling probabilmente mai provato...tanti, troppi i piccoli momenti per descriverli qui.
Ricordo principalmente quella strana sensazione di completezza che nel tempo è fuoriuscita con Bart.
I momenti passati insieme a lui presto sono divenati speciali. Mattine in cui "marinavo" il lavoro perchè sentivo il bisogno di tirarlo fuori da quella gabbia, ritrovarmi a guardarlo negli occhi e trascorrere del tempo con lui....si...lo so...tutto questo sembra la descrizione di un innamoramento! Beh...credo proprio che non possa essere considerato diversamente! Avevo scoperto che il tempo trascorso con Bart stava diventando un'esperienza unica ed imprescindibile.

Mesi di uscite e passeggiate, Bart camminava al passo, spesso si girava per guardarmi...è proprio il suo sguardo che ha contribuito a cementare questo legame così forte.
Abbiamo imparato a comunicare con lo sguardo, lui mi chiede spesso il da farsi, si consegna spesso a me con una semplice occhiata, nella maggior parte dei casi non servono le parole, davvero basta uno sguardo per capire dove ci si sta dirigendo, il nostro stato d'animo, l'umore e i nostri bisogni del momento, ed in molti casi ho proprio avuto la sensazione che i nostri due mondi si unissero con estrema naturalezza, sincronia, si fondessero istintivamente per creare momenti di condivisione unici.

Così...quello che in partenza sembrava uno sguardo minaccioso rivelava invece tutta la sua voglia di comunicare, di relazionarsi.
Scopro nel tempo che dietro quello sguardo c'è sempre stata la storia di un cane abbandonato troppo presto, all'età di 6 mesi, un cane cresciuto senza punti di riferimento, dietro le sbarre di un canile cittadino, un cane che non ha avuto la possibilità di sviluppare in maniera equilibrata la propria personalità, soprattutto un cane che desiderava manifestare tutta la sua potenzialità di scambio...di sorprendente empatia.
Noi stavamo riuscendo, in modo naturale, a creare una stupenda relazione.
Poco prima ho accennato al senso di completezza che da sempre accompagna i miei momenti con Bart. E' un pò come voler dire "fermiamo tutto qui, questo è un momento perfetto, non c'è bisogno di altro." Questo è quello che Bart ha rappresentato e rappresenta.

Nell'Aprile 2007 decido che avrei adottato Bart.

...ma non tutto andò come doveva andare. Bart purtroppo è sempre stato un cane molto insicuro, il mondo è una giungla piena di insidie, di persone che potrebbero fargli del male, di brutte sorprese...tutto quello che non è consueto, che non è da lui facilmente interpretabile consiste in una possibile minaccia, alla quale Bart può reagire aggredendo difendendosi....così...all'incirca un mese prima del giorno in cui avrei dovuto portarlo a casa, Bart morde pesantemente un mio caro amico durante un suo tentativo di avvicinamento.
Tutto fu così veloce, da non crederci, mi ricordo che rimasi completamente frastornato, il dolore per il danno subito dal mio amico, il senso di responsabilità di quanto accaduto, la sensazione di non essere stato in grado di gestire al meglio la situazione...
....in tutto quel gran trambusto c'è un'immagine che riguarda Bart, rimasta impressa in maniera indelebile. Eravamo nei pressi del vecchio canile e subito dopo il morso accorse un dipendente della struttura per prendere Bart e riportarlo in gabbia mentre aspettavo l'ambulanza.

In quel momento, mentre ripercorreva il viale per rientrare nella sua fredda casa, Bart si girò e mi guardò a lungo, ci guardammo a lungo mentre si allontanava, di nuovo quello sguardo...e in quel tragico momento ho capito che se molte cose dovevano essere riviste, in primis l'adozione, il rapporto tra me e lui si sarebbe ulteriormente rafforzato, nuovamente Bart mi stava dicendo "mi fido di te...".

Il periodo successivo al brutto incidente fu piuttosto confuso, la convalescenza del mio amico, lo shock emotivo... l'adozione fu completamente messa in discussione, lui ormai etichettato come cane non adottabile, io conscio dei rischi che avrebbe comportato portarmi a casa un cane così diffidente e potenzialmente aggressivo, rischi soprattutto per le persone che mi avrebbero aiutato a gestirlo durante le ore quotidiane in cui sarebbe rimasto solo a casa.

Tutto ricomincia così da zero...o quasi....tutto ricomincia con una consapevolezza diversa, sopattutto della gestione delle uscite di Bart, molte cose cambiano, tranne una.
Il filo del rapporto tra me e Bart non si era interrotto, sarebbe stata una cosa contro natura, contro il mio istinto e i miei sentimenti...anzi, da quella tragica esperienza io e Bart siamo usciti ancora più uniti, è stato come essere caduti insieme in un profondo pozzo nero, esserci presi per mano ed essere risaliti insieme, perchè il cuore diceva proprio quello in quel momento.

Così passano ancora quasi due anni....il mio amico pian piano si riprende, le ferite per fortuna col tempo risultano sempre meno visibili. Dentro di lui credo sia rimasto purtroppo il grande segno dello shock subito, da quel giorno il suo approccio con i cani naturalmente sarebbe stato diverso...
...e io e Bart continuiamo ad uscire insieme, lunghe passeggiate in riva al Bisagno, momenti passati insieme seduti sulle panchine, inerpicate sui sentieri adiacenti il vecchio Canile.

In quei lunghi mesi mi rendo conto che i segni dell'incidente non sono rimasti solo su di me ed il mio amico.
Anche Bart, dopo quell'esperienza, si ritrova ad accentuare ancora di più la propria diffidenza verso il mondo esterno, verso gli estranei...mi rendo conto che ci sarebbe stato bisogno di una svolta, qualcosa di nuovo.
Bart aveva bisogno di interrompere la routine di cemento e gabbia, caos e mancanza di attenzioni del vecchio canile. Bart aveva bisogno di più calma per potersi disintossicare, o per poter comunque lenire l'effetto dei fantasmi che popolavano la sua mente.

Marzo 2009: la svolta! Bart entra a far parte della lista dei cani che sarebbero stati affidati al progetto Randagiopoli!

Il 13 Marzo2009 Bart sale sull'ambulanza della Croce Bianca per lasciare per sempre il vecchio canile Municipale, ormai in fase di chiusura. Bart si stava lasciando alle spalle anni di fredde gabbie, di mancanza di attenzioni, di caos assordante...per accedere a quella che da li in poi sarebbe diventata la sua nuova casa: il Rifugio Sherwood.

Ricordo come fosse ieri i primi passi mossi da Bart nel rifugio...la prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di andare nel grande bosco..e finalmente, sganciare il guinzaglio! Bart era smanioso di esplorare in totale libertà la grande quanità di territorio che in quel momento era a nostra completa disposizione, potrei azzardarmi a dire che ho visto Bart felice in quel momento.

Al rifugio Bart ritrova Paola, ex volontaria del vecchio Canile Municipale ed ora presidente del rifugio. Paola può essere definita "mamma" di Bart, proprio lei era stata una delle (poche) persone che si erano dedicate con più affetto e attenzione a questo cane dal carattere a volte così spigoloso.
Oltre a lei, c'è anche Massimo con cui Bart aveva pienamente familiarizzato precedentemente....insomma...in quel momento si apriva un nuovo ed importante capitolo della vita di Bart.

Una cuccia pulita e riscaldata, due pasti caldi ogni giorno, continue attenzioni da parte del personale...e soprattutto tanta tranquillità in più...questo è quello che Bart ha trovato al rifugio.
Anche in questo caso mi risulta stremamente difficile spiegare a parole i tantissimi momenti passati insieme a lui in questi mesi nella sua nuova casa.
Se dovessi riassumere tutto in un solo concetto...racchiuderei questa nuova esperienza nella parola "libertà", nel senso più ampio.
Adesso Bart è libero di non dover a tutti i costi diffidare di quello che lo circonda, ha la possibilità di esplorare tranquillamente e quotidianamente il grande bosco di cui è dotato il rifugio, io e lui abbiamo più tempo e spazio a disposizione, abbiamo la possibilità di camminare per sentieri, e se siamo stanchi di sederci su qualche pietra, e nuovamente fermiamo il tempo, lui appoggiato sulla mia schiena, tutti e due ci perdiamo tra le fronde degli alberi.

In questi mesi io e Bart abbiamo scoperto la bellezza delle gite "fuoriporta". Appena riusciamo prendiamo la macchina, lui felicissimo, e ci dirigiamo verso le valli dell'entroterra ligure, alla scoperta di bellissimi angoli di natura genovese.
E poi Bart ha conosciuto nuovi amici al rifugio, Gabriella, Davide e Micol hanno cominciato a condurlo in passeggiata..., Bart sta dimostrando di essere in grado di smussare le spigolosità del suo carattere.

Sono state poste le basi perchè Bart possa imparare a tirare fuori la sua parte migliore, imparare a consolidarla, imparare a non aver paura....ed io e Bart siamo sempre qui, insieme, a viverci quei fantastici, leggeri e sospesi stralci di vita quali sono i momenti passati insieme, il rapporto tra me e Bart continua ad essere un'intensa emozione, e Bart è ormai un amico inseparabile...

13 Marzo 2009: l'addio al vecchio canile Municipale

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13 Marzo 2009: l'arrivo di Bart al Rifugio

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Agosto 2009: gita al Lago Brugneto con Paola ed Andrea

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Dicembre 2009: Gita al passo della Scoglina con Andrea

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Dicembre 2009: Bart e la neve

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Marzo 2010: Bart in località Cavassolo con Haice, Micol e Andrea

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Giugno 2010: durante un giro nel bosco :-)

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Inverno 2011...

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Estate - Autunno 2011

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