Era marzo 2006 e mettevo il primo piede in canile, non ancora consapevole che pian piano avrebbe cambiato e indirizzato la mia vita.
La mia conoscenza dei cani era limitata alla dolcissima Febe e a cani di amici, presi cuccioli, accuditi ed educati con grande cura ed attenzione, quindi cani dal carattere assolutamente equilibrato.
Il canile era quindi un mondo nuovo, da esplorare con cautela…almeno per me.
Evitavo cani problematici, prediligendo cani docili e dai tratti rassicuranti, convinta che i molti pitbull presenti al canile non facessero per me.
Tutto cambiò il giorno in cui conobbi Haice.
Mi fu presentato da Alessandro, un volontario di vecchia data; Haice era stato abbandonato da cucciolo (poco più di un anno), era molto stressato dalla permanenza in canile in una gabbia di un metro quadro, usciva poco e spesso creava problemi ai suoi volontari, era un cane estremamente eccitabile, poco gestibile.
Haice era ed è un pitbull dall’aspetto poco rassicurante, tozzo, mantello tigrato e orecchie tagliate..un piccolo mostro..molto lontano dai miei “canoni estetici canini”, direi addirittura l’opposto.
Non fu amore a prima vista, anzi ho pensato a lungo che non sarebbe mai stato amore!
Mi chiedevo perché mai iniziare a conoscere questa razza così complessa e chiacchierata proprio da un soggetto caratteriale?!?
La conoscenza procedeva molto graduale, entrambi decisamente perplessi passeggiavamo lungo via Adamoli, fino al parcheggio della Sciorba, mai soli e molto metodici, stesso giro, stesse soste ad annusare, rare occhiate e punti interrogativi a esprimere tutta la titubanza presente in noi.
Dopo mesi di reciproca osservazione finalmente le prime uscite soli, entrambi poco rassicurati dall’altrui presenza e spesso con qualche difficoltà; per molto tempo le nostre uscite sono state scandite da percorsi e tempi rituali, gesti sempre uguali, nessuna novità, nessun contatto..non ci fidavamo uno dell’altro!
Fortunatamente col passare del tempo il nostro rapporto è evoluto verso una vicendevole comprensione, un’amicizia sicura, una rassicurante complicità e così Haice ha iniziato l’esplorazione del mondo, o meglio delle vie e dei giardini vicino al canile, la sua casa.
Ha imparato a conoscermi e a fidarsi di me, ad affidarsi a me.
A questo punto tutto è diventato più semplice. Le uscite si sono moltiplicate e si è allargato l’entourage delle nostre passeggiate..ricordo ancora la prima volta che siamo arrivati fino all’ufficio in via Geirato (rigorosamente a piedi), un successone x lui e x noi!
Haice ha imparato a gestire se stesso in situazioni nuove come il pranzo al bar o al ristorante, negli incontri con persone sconosciute, ha imparato a star fermo senza impazzire, a gestire spazi e tempi diversi da quelli conosciuti.. insomma già enormi progressi..
Traumatici per entrambi i primi tragitti in auto, legato nel bagagliaio per non trovarmelo in braccio o con il cambio in bocca..un vero terremoto!! Col tempo purtroppo solo miglioramenti impercettibili.
Consapevole che, nonostante gli innumerevoli progressi, non avrebbe mai potuto trovare un’adozione cercavo almeno di garantirgli passeggiate giornaliere e una qualche forma di relazione che lui ignorava completamente, impegnato com’era a mordere il guinzaglio e a trovare un modo di compensare il suo stress.
Arrivammo così alle soglie dell’inverno 2008 e con alcuni soci dell’associazione decidemmo di acquistare il rifugio al fine di risolvere, almeno i parte, il problema dell’esubero del nuovo canile municipale di Monte Contessa. Avremmo accolto circa una ventina di cani dell’ex canile municipale di via Adamoli ed Haice fu uno dei primi ad esser inserito nella lista, la sua vita sarebbe finalmente cambiata e con la sua anche la mia.
Non mi sembrava vero, potevo finalmente offrirgli una vita diversa da quella che fino a quel momento aveva conosciuto, una cuccia pulita e riscaldata, ghiotte pappe, un grande bosco dove passeggiare, correre, mangiare castagne in autunno e fare il pazzo sulla neve in inverno.
Il 15 marzo 2009 inaugurammo il rifugio, una giornata di festa per noi, per tutti i volontari e per i cani, un po’ spaesati ed intenti ad annusare ogni angolo della loro nuova casa.
Haice ha ritrovato al rifugio volontari che già conosceva (Paola, Gabri e Max) e, con mia grande gioia, ha stabilito nuovi legami con Davide, Andrea e Martina che abitualmente lo conducono in passeggiata.
La domenica è dedicata al pranzo in trattoria: contornato da volontari si sdraia sotto il tavolo e si addormenta in un sonno profondo, come se ogni tensione fosse allontanata.
Sono numerose anche le gite che facciamo al condotto, a Carta Genova, a Righi e soprattutto al fiume, sua grande passione (è un grande nuotatore!)!! Ogni tanto ci ritroviamo a gironzolare per le vie di Prato, Molassana, andiamo al bar, ai giardini pubblici, quasi come un cane “normale”..
Purtroppo non va d’accordo con gli altri cani, nessun miglioramento, la mancata socializzazione da cucciolo ha chiuso in modo perentorio questa strada; solo una singolare eccezione mi rallegra, il suo amore per Bart, un altro ospite del rifugio. Con grande stupore di tutti si piacciono e si capiscono, hanno entrambi uno strano e bizzarro modo di comunicare, lo stesso.
Si annusano, passeggiano vicini ed ogni tanto giocano con quelle loro grandi bocche, si mordicchiano e si danno amichevoli zampate.
Haice ha oggi 7 anni e mezzo, spuntano i primi baffoni bianchi, è molto più tranquillo rispetto a quando ci siamo conosciuti, più socializzato con le persone e la sua vita è senza dubbi migliorata, rimane un cane di difficile adozione e mi dispiace molto..
Chissà se un giorno sarà pronto a venire a casa con me...