Noi siamo quelli che non hanno un posto, abbiamo conosciuto la strada, la fame, il tuono, la solitudine, l’amore non ricambiato.
Siamo diventati grandi, siamo diventati vecchi, qualcuno si è ammalato, qualcuno lo abbiamo perso.
Ora risaliamo la valle, ci fermiamo alle pendici dei nostri monti, inseguendo un richiamo antico.
Ci aspetta un bosco di resina e muschio, ci aspetta una mano tesa, una promessa di libertà.
Dovremo camminare ancora, ma quando troveremo il nostro porto, lo riconosceremo, e ci fermeremo.
Ci convinceranno, sarà un patto d’amicizia, di fedeltà.
Siamo cresciuti così, randagi.